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Mini guida alla sicurezza

Questa mini guida si prefigge lo scopo di dare agli installatori e/o clienti una visione chiara, veloce e più esaustiva possibile del panorama sulle Direttive, Norme e procedure a cui le macchine e i componenti di sicurezza sono soggetti aiutando gli stessi nella scelta dei dispositivi di sicurezza di protezione (barriere) più idonei alla soluzione del loro problema.

Gli argomenti vengono elencati lasciando il compito all'installatore e/o cliente finale di approfondire gli stessi consultando i testi originali di Direttive e Norme.

Per un costante aggiornamento è consigliabile contattare direttamente i tecnici EL.IND.CO.

 

Sicurezza sul Lavoro


  • Direttive Europee
  • Valutazione dei Rischi
  • Norme armonizzate

 

Direttive Europee :

Le Direttive Europee si propongono di avvicinare le legislazioni nazionali degli Stati membri in modo da avere regole comuni su aspetti tecnici, fiscali, economici, ecc... agevolando la libera circolazione dei beni, dei servizi e delle persone nell'ambito dell'Unione Europea, nel rispetto di regole comuni riconosciute da tutti gli Stati che ne fanno parte.

 

Le Direttive applicabili ai componenti di sicurezza sono :

 

La Direttiva Macchine 2006/42/CE in vigore dal 29 Dicembre 2009, stabilisce che tutti i macchinari commercializzati all’interno della Comunità Europea rispettino i requisiti minimi di sicurezza stabiliti dalla Direttiva stessa. Pertanto prima che il macchinario esca dalla fabbrica, il costruttore deve verificare e fornire tutta la documentazione tecnica che certifichi l’idoneità del macchinario.

N.B. Anche per l’uso proprio del macchinario è obbligatorio seguire la Direttiva Macchine.

 

La Direttiva Bassa Tensione 2014/35/CE ha come obiettivo la garanzia che i materiali elettrici vengano progettati, costruiti e commercializzati in modo da assicurare la protezione delle persone dai rischi di folgorazione.

La Direttiva si applica a tutto il materiale elettrico destinato ad un utilizzo con una tensione nominale fra 50V e 1000V in corrente alternata - 75V e 1500V in corrente continua.

 

La Direttiva Compatibilità Elettromagnetica 2014/30/CE ha come obiettivo la garanzia che i dispositivi elettrici vengano progettati, costruiti e commercializzati in modo che il livello di emissione elettromagnetica sia limitato e tale da permettere ad altre apparecchiature elettriche di funzionare secondo il loro scopo e che il livello di immunità intrinseca ai disturbi esterni consenta loro di funzionare secondo lo scopo previsto.

La Direttiva si applica a tutti i dispositivi elettrici ed elettronici in grado di provocare disturbi elettromagnetici o il cui funzionamento può essere influenzato da interferenze esterne.

 

Definizione di Direttiva : essa definisce gli obiettivi da raggiungere. E' una legge e come tale deve essere rispettata.

 

Definizione di Norma : essa definisce i mezzi per raggiungere gli obiettivi richiesti da una Direttiva.

Milioni di persone operano per l'innovazione tecnica. Sono sempre le Norme che si adeguano allo stato dell'arte. Le Norme non devono limitare o fermare lo sviluppo tecnologico, non sono leggi ma definiscono le linee guida per il raggiungimento di un obiettivo.


Valutazione dei rischi :

La Norma EN ISO 14121 - 1 propone una procedura sistematica per la valutazione dei rischi con l'obiettivo di scegliere e adottare le misure di sicurezza più idoneee per ridurre o eliminare il rischio di incolumità degli operatori sulle macchine pericolose.

 

Procedura per il raggiungimento dello scopo finale :

 

  1. Determinazione dei limiti della macchina
  2. Identificazione dei fenomeni pericolosi
  3. Stima dei rischi
  4. Analisi dei rischi. Se esito negativo ritornare al punto 1.
  5. Valutazione dei rischi residui
  6. Se la macchina non è ancora sicura ritornare al punto 1, altrimenti scopo raggiunto.

 

La manutenzione dei macchinari pericolosi, l’addestramento del personale sull’utilizzo degli stessi è da considerarsi di fondamentale importanza.


Norme armonizzate :

Le Norme servono a fornire indicazioni specifiche sui singoli elementi che fanno parte del macchinario.


Le Norme Europee legate alla sicurezza si dividono in tre gruppi :


Norme di tipo A : specificano i principi generali di progettazione applicabili a tutti tipi di macchine

Esempio

EN ISO 12100 - 1,2 Sicurezza delle macchine - concetti base e principi generali di progettazione

EN ISO 14121 - 1 Valutazione del rischio

 

Norme di tipo B

- norme di tipo B1 : Riguardano un aspetto specifico della sicurezza

Esempio

EN ISO 13855 Posizionamento dei dispositivi elettrosensibili di sicurezza in riferimento alla velocità di avvicinamento di parti del corpo umano

EN ISO 13857 Distanze di sicurezza per la protezione degli arti superiori e inferiori

EN 60204 Sicurezza dell'impianto elettrico a bordo macchina ecc...

EN ISO 13849 - 1,2 Elementi dei sistemi di comando relativi alla sicurezza

 

- norme di tipo B2 : Riguardano i dispositivi di sicurezza

Esempio

EN 61496 - 1 Dispositivi elettrosensibili di protezione - principi generali e prove

EN 61496 - 2 Dispositivi elettrosensibili di protezione - particolari requisiti per dispositivi che utilizzano elementi optoelettronici attivi

EN 13850 Dispositivi di arresto di emergenza

 

 

Norme di tipo C : Riguardano specifici tipi di macchine

Esempio

EN 692 Presse meccaniche

EN 693 Presse idrauliche

EN 415 Macchine per imballaggio

EN 415 - 4 Palettizzatori e depalettizzatori

EN ISO 10218 Robot industriali

 

Una Norma di tipo C è sempre prioritaria rispetto alle Norme di tipo A e B.

In assenza di Norme di tipo C è possibile raggiungere la conformità alla Direttiva utilizzando le Norme di tipo A e B.


Barriere di Sicurezza


  • Caratteristiche principali
  • Scelta del prodotto
  • Configurazioni particolari

 

Le caratteristiche principali di una barriera di sicurezza sono : la risoluzione, l’altezza protetta, la tipologia, l’affidabilità.

 

  • La risoluzione è la capacità delle barriere di segnalare la presenza entro l'area protetta di un oggetto di diametro ≥ alla risoluzione indicata nei dati di targa.( Esempio P040 risoluzione 40mm). Esistono varie risoluzioni: Dito, Mano, Braccio, Corpo.
  • L’altezza protetta è in funzione dell'altezza della zona pericolosa da proteggere. Maggiore è l'altezza della zona pericolosa e maggiore è l'altezza protetta. Nel nostro caso tale altezza è delimitata dal vetro nero sul frontale della barriera.
  • La tipologia delle barriere si divide principalmente in barriere di Tipo 3 (PL d) oppure di Tipo 4 (PL e).
  • L’affidabilità (PFHd) dipende da molti fattori legati alla costruzione del prodotto.

La scelta del prodotto è in funzione della valutazione del rischio. Secondo il risultato ottenuto durante la valutazione può rendersi necessario l’utilizzo di un dispositivo piuttosto che un l’altro (Tipo 2 - Tipo 3 - Tipo 4).


Configurazioni particolari

Per alcune applicazioni o processi lavorativi, talvolta sono necessarie funzioni aggiuntive.

 

Primo esempio : un palettizzatore dal quale fuori esce un bancale finito (ma allo stesso tempo nessuno deve poter accedere all’interno della Zona Pericolosa), richiede sicuramente l’utilizzo di un sistema di sicurezza con la funzione Muting. Per approfondire l’argomento si consiglia di vedere anche la sezione Funzione Muting.

 

Secondo esempio : recinto di tre lati per proteggere un accesso ad un area pericolosa. Viene realizzato con una barriera di sicurezza e due specchi deviatori SPV 100

 

Terzo esempio : siamo è in grado di realizzare barriere con conformazioni speciali :

asimmetriche, curve, arcuate, a ventaglio lineare - arcuato - spezzato, bizona, su esplicita richiesta del cliente.


Il reparto progettazione EL.IND.CO. è in grado di studiare la soluzione più congeniale per il vostro utilizzo.
Potete contattare il servizio progettazione +39 039-2457587 oppure inviare una e-mail a tecnico@elindco.it.